Storie

Colomba Porzi Antonietti

Ero nata vicino Foligno, in Umbria, all’epoca faceva ancora parte dello Stato Pontificio e quando arrivai a Roma per stare accanto a mio marito prigioniero a Castel S. Angelo, mi innamorai dell’idea di un’Italia unita, uno stato in cui i capi venivano eletti da tutti i cittadini, non solo dai ricchi, uno stato in cui non ci fosse più la pena di morte e la religione fosse una libera scelta.

All’inizio sembrò aprirsi il cielo sopra di noi, Pio IX concedette la Costituzione ma poi presto fu abrogata… molto presto… troppo pericoloso per chi manovrava il potere, lasciare autonomia al popolo.

In quei cinque lunghissimi mesi dell’assedio francese, eravamo italiani e stranieri, uomini, donne, gente del popolo e persone istruite, arrivarono giovani da altre regioni e paesi stranieri come la giornalista Margaret Fuller, Enrichetta di Lorenzo, la compagna di Carlo Pisacane e poi la marchesa Giulia Paolucci, padre Gavazzi, Anna Grassetti Zanardi e la principessa Cristina di Belgioioso.

Cercavamo di curare come meglio potevamo i tanti feriti, ospedali messi su alla meglio e poi c’era pure Anita e fu lei a fare il mio nome al Generale Garibaldi, che emozione quando mi strinse la mano e mi ringraziò!

Mi sentivo così grande con addosso la vecchia divisa di mio marito quando era ancora ufficiale del Papa.

Era giugno e i cannoneggiamenti dei francesi durarono ventisette  ininterminabili giorni! Avevano già occupato Villa Corsini e Villa Pamphili ed erano di fronte a Porta S. Pancrazio, non ce la facevamo più ma non ci siamo arresi, abbiamo continuato a combattere fino alla fine, tutti insieme e siamo morti tutti insieme quel terribile 13 Giugno 1849, Masina, Dandolo, Daverio, Manara, Mameli, lassù a Porta S. Pancrazio dove se restate in silenzio potete ancora sentire le nostre voci, gli spari, le urla…

Ero giovane, tanto giovane e avevo ancora tanta voglia di vivere, di amare, di avere un figlio, di godermi le serate di luna piena sul lungotevere o per Via Giulia con Luigi, quando in primavera il ponentino ti sfiora i capelli.

C’eravamo sposati di nascosto all’una di notte del 13 Dicembre di due anni prima, tanto freddo e tanta gioia in quella chiesetta fuori Foligno.

La sua famiglia non voleva, io ero figlia di un fornaio, lui un conte!

Io me lo sentivo che me ne sarei andata via presto e una sera glielo dissi: “Sai Gigi, dicono che due persone che si amano tanto non possono vivere insieme a lungo, uno dei due deve morire e quella sarò io... “

Stavo passando delle sacche a Gigi per riparare una breccia quando arrivò una palla di cannone e mi colpì al fianco.

Sono morta fra le sue braccia, per amore e per la libertà!

Sulla mia bara a Campo de’ Fiori, qualcuno pose delle rose bianche e una sciarpa tricolore. E‘ stato l’ultimo vestito che ho indossato.

Meno male che almeno Gigi è riuscito a scappare, l’avrebbero fucilato come disertore e io me ne sono potuta andare via in pace !

Note storiche tratte dal diario di Luigi Porzi

Monologo tratto dallo spettacolo teatrale “L’Unità Femminile d’Italia“ di Donatella Nicolosi

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Storie

Ci siamo “incontrate”

Amori 4.0 nasce oggi e vi raccontiamo la storia.

Un gruppo di professioniste della psicologia si sono scambiate idee in un accogliente gruppo di Facebook (Psicocene in tutt’Italia) dietro lo stimolo di Amalia che ha avuto un’idea: dedicare febbraio (mese degli innamorati) a organizzare una serie di eventi sul tema delle relazioni. Amalia esprime il suo desiderio:

Desiderio sarebbe di riuscire a condividere una serie di eventi (incontri, seminari, laboratori), in diverse città, con tempi comuni, di modo da poter dare vita ad una rete di professionisti.
Obiettivi: che ci si possa confrontare e soprattutto organizzare con contributi, prassi, buone pratiche di intervento sui temi della relazioni; che sia di eco sul territorio (cioè che possa essere azione sentita dai mass media); che possa diventare “tradizione”; che possa suscitare riflessioni ed interrogativi, etc.

Una nazione intera di colleghe rispondono in modo entusiasta perché… beh, la psicologia è così, la psicologia è entusiasmo e voglia di fare e di condividere…

L’idea comincia a girare e iniziamo in tempo zero a mettere su un sito improvvisato (questo) per poi potere iniziare a condividere le idee e magari allargarsi ad altre professionalità.

A partire da adesso, quindi, inizia il primo anno di Amori 4.0… chissà cosa succederà, siete pronte? Siete pronti?