Eventi

Il tradimento nel terzo millennio: per sesso o per amore?

A cura della Dott.ssa MARIA LETIZIA ROTOLO, psicologa-psicoterapeuta

Giovedì 22 MARZO 2018 ore 20,30

Presso CIRCOLO LA FATTORIA, via L. Pirandello 6, Bologna

Ingresso libero, non occorre la prenotazione

Il tradimento nell’accezione corrente è una parola tremenda, carica di valenze negative, un marchio infamante. Perché si tradisce? Quali sono le emozioni in gioco dalla parte del traditore e del tradito? Si tradisce per sesso e/o per amore?

Durante il seminario affronteremo i seguenti temi:

Tradire in amore significa rompere un equilibrio che è stato accordato, che è stato voluto, che è stato costruito dall’azione congiunta di due persone.

Il tradimento di coppia in genere rappresenta a volte più che la ricerca di un’evasione sessuale, una risposta a un generico senso d’insoddisfazione nel rapporto, soprattutto coniugale. L’infedeltà può dare luogo a due tipi di sentimenti diversi: delusione e rimorso verso il partner abituale oppure senso di soddisfazione, psicologico e sessuale, tanto è vero che in alcuni casi l’esperienza occasionale riesce perfino a influenzare positivamente l’esperienza abituale.

Si tradisce nel terzo millennio per sesso e/o per amore?

Cercheremo di trattare questi temi ed altri temi durante il seminario, ad esempio:

  • Perché si tradisce?
  • Il ghosting
  • Nuove infedeltà
  • “Meglio raccontarsi tutto o tacere?”: qual è la risposta giusta?
  • Cosa fare se scoprite di essere traditi?
  • Quali sono le emozioni del tradimento?
  • Come comportarsi con il partner?
  • È possibile superare un tradimento e, anzi, innamorarsi di nuovo del partner?
  • Bisogna troncare o meno il rapporto col partner che ci ha tradito? Oppure perdonare?

Per informazioni: telefonare al 3286852606 o scrivere a marialetizia.rotolo@hotmail.it

 

Annunci
Eventi

Quando l’amore fa paura

Viale Abruzzi, 11 – Milano – venerdì 9 marzo 2018, h 19.00-21.00

RELATORI: Dott.ssa Paola Brussa -Dott.ssa Athena Santoro (psicologhe e psicoterapeute della Gestalt)

La possibilità di far parte di una coppia o di rendere la relazione amorosa più stabile spesso ci affatica o costituisce un vero problema. Tendiamo ad evitare il legame sentimentale o lo viviamo con superficialità, scegliendo frequentazioni piuttosto che relazioni, complice anche una tendenza sociale di cui le app di incontri sono una chiara manifestazione. Quando scegliamo di stare in coppia, incontriamo alcune difficoltà come porre l’attenzione solo sui difetti del partner o provare un’angoscia costante e spesso infondata di essere traditi: tutte sensazioni che ci portano in tempi più o meno lunghi a preferire la rottura. Altre volte ci innamoriamo di partner impossibili o non completamente raggiungibili, rimanendo bloccati anche per anni in “storie-non-storie”.

Senza rendercene conto, attiviamo comportamenti volti in realtà a boicottare il desiderio di relazione, perché il legame amoroso ci fa paura.

Cosa ci porta a fuggire dalle relazioni? Cosa vuol dire davvero essere in coppia? Cosa possiamo fare per superare le difficoltà relazionali che sentiamo?

L’intento di questo gruppo è avvicinare i partecipanti alla scoperta del significato personale del legame amoroso, alla comprensione dei bisogni sottesi, ad una maggiore consapevolezza di ciò che si sceglie e degli eventuali ostacoli che si possono incontrare.

I partecipanti saranno coinvolti attivamente nell’esperienza di questo incontro, facilitati da alcuni spunti che le conduttrici utilizzeranno per trattare il tema.

Numero massimo di partecipanti: 8.

Partecipazione gratuita.

Per maggiori informazioni e per iscrizioni telefonare a:

Dott.ssa Paola Brussa, psicologa e psicoterapeuta, 349.2186817

Dott.ssa Athena Santoro, psicologa e psicoterapeuta, 331.4983539

Eventi

Amore a 360°

 

Amore, relazioni ed emozioni: viaggio a 360° nella propria storia affettiva.

L’Amore, gli affetti, le relazioni interpersonale e le emozioni saranno i protagonisti di questo appuntamento suddiviso in due giornate esperienziali, all’insegna dell’accoglienza, della riflessione e della mindfulness, intesa come il “porre attenzione in un modo particolare: intenzionalmente, nel momento presente e in modo non giudicante” (Jon Kabat-Zinn).

Il workshop si aprirà con il riconoscimento dei propri modelli relazionali transgenerazionali, per poi traghettarci alle configurazioni delle relazioni attuali, spesso troppo complesse per essere confinate in cornici stereotipate o in definizioni rigide che non lasciano spazio a risoluzioni positive.

In un’epoca dominata dallo scambio mediatico fuggevole e bidimensionale, cercheremo di trovare insieme lo spazio di riflessione e condivisione personale della propria storia: una visione a 360° per restituire all’Amore quel poliedro di emozioni che lo caratterizza, e che lo rende il sentimento propulsivo e vitale del nostro essere.

Per riscoprirlo e valorizzarlo, forniremo semplici apprendimenti di tecniche di distensione immaginativa, laboratori artistico-espressivi orientati alla self-compassion ed all’empatia, e strumenti capaci di favorire story telling dei nostri vissuti, in modo leggero, ma non per questo superficiale, orientati all’esplorazione di nuovi percorsi per stare bene con sé stessi e gli altri, alla scoperta di nuovi tesori, che celiamo dentro di noi, e che potremmo donare agli altri.

Relatrici:

Dott.ssa Amalia Prunotto, psicologa,psicoterapeuta (psicoterapie dinamiche brevi e autogene), sessuologa. http://www.amaliaprunotto.com

Dott.ssa Diana Vannini, psicologa, psicoterapeuta, arteterapeuta, operatore clinico di Training Autogeno e formata in tecniche di rilassamento e meditazione secondo l’approccio Bhaktivedanta. http://www.dianavannini.it

Date:

Parte Prima: 3 marzo 2018, ore 14:30-17:30

Parte Seconda: 17 marzo 2018, ore 14:30-17:30

Luogo:

Studio Dott.ssa Diana Vannini, via Elisabetta Sirani 35, Rimini

Costo:

Giornata singola: 35 euro

Entrambe le giornate: 50 euro

Eventi

Amore digitale – Pericoli e opportunità dell’amore nato sul web

La rivoluzione è avvenuta, anche se non sempre ci si rende conto della portata che Internet e in particolare modo i social media hanno sugli stili di vita e le dinamiche dei rapporti.

La rete è indiscutibilmente parte della vita di tutti e rappresenta una grande opportunità di conoscenza e inter scambio.

Come tutte le dinamiche umane innovative il web possiede intrinsecamente aspetti ambivalenti.

Attraverso i social media è possibile raccontarsi, sedurre, innamorarsi, facilitando potenti meccanismi di difesa della psiche.

Questi mezzi di comunicazione possono dall’altra parte diventare a volte anche luogo di diffamazione impunita e gratuita, non più mediata dal rapporto e dall’incontro reale con l’altro.

Un altro aspetto da tenere in considerazione è il digital divide, ovvero il gap di conoscenza tra i nativi digitali ( nati dal 98 / 2000 in poi ) e i non nativi, infatti i primi possiedono conoscenze d’uso molto avanzate tali da sfuggire al controllo dei secondi ( siano essi insegnati o genitori ) con una certa facilità.

Un fenomeno molto diffuso è il bullismo digitale che spesso rischia di ricadere in aspetti diffamatori o in veri e propri reati, a cui purtroppo gli scarsi mezzi della polizia postale italiana non riescono a dare risposta e quando la danno non sempre è tempestiva.

È quindi diventata una priorità ridurre il divario digitale attraverso la formazione dei docenti e dei genitori, ma anche fornire gli strumenti di autodifesa digitale alle giovani generazioni che generalmente non affiancano un livello tecnico a quello di uso dello strumento.

Attraverso azioni performative si metteranno in scena situazioni tipo delle dinamiche relazionali e affettive che avvengono sul web con successiva discussione su questi temi .

Perché Amore digitale?

Amore digitale nasce dall’unione di due competenze specifiche:

  • Dottor Matteo Valtancoli esperto in comunicazione digitale
  • Dottoressa Ilaria Cavina Psicologa e psicoterapeuta

Nasce per rispondere all’esigenza di fornire quegli strumenti pratici di comportamento e difesa nelle relazioni web, come proteggersi e proteggere la propria privacy, come non incappare in reati o non cadere nelle truffe on line.

Perché Amore digitale – Cyberbullismo?

Durante le conferenze e gli incontri sono emerse con grande forza 3 fragilità specifiche:

  • bambini e adolescenti che sanno usare la rete, ma “prendono alla leggera” i rischi connessi.
  • Genitori, che non sempre usano o sanno usare il web e spesso non hanno gli strumenti per verificare o limitare l’accesso alla rete dei figli.
  • Insegnati, non sempre dotati delle conoscenze informatiche sufficienti si trovano con una “classe senza parati” in cui la totalità o quasi degli studenti attraverso Internet è in contatto con l’esterno o tra di loro.

Ognuna di queste fragilità si combina alle altre rendendo il rapporto genitori figli insegnati, molto complesso e delicato aggiungendo di fatto all’equazione in altro fattore che potremmo chiamare “www”.

Amore digitale – Cyberbullismo nasce quindi per dare una risposta concreata a questa fragilità, sia gli strumenti tecnici, ma soprattutto comunicativi e psicologici per fortificare il rapporto e far diventare il fattore www sempre più una risorsa che una minaccia.

Come detto il progetto si sviluppa sulle 3 fragilità: genitori, studenti e insegnati, quindi prevede 3 moduli separati e dei momenti di incontro comuni.

Le tecniche utilizzate non sono convenzionali, poiché il tema trattato non lo è, ma di forma multidisciplinare attraverso laboratori, workshop, work caffè tecniche di PNL, momenti di suggestione e conviviali. Inoltre ogni progetto viene modellato sul livello medio della classe, del corpo doventi e dei genitori testato in forma anonima nella prima fase di progetto.

Progetto per IRSEF di

Dr. Matteo Valtancoli

Dr.ssa Ilaria Cavina

Eventi

Coppie 4.0 RitroviAMOci nella mente e nel corpo

Laboratori espressivo-corporei per coppie che si stanno cercando.
Una intera giornata, sabato 10 marzo, a Milano dedicata a laboratori dinamici ed espressivi per imparare l’ascolto reciproco e scoprire nuovi canali di comunicazione di coppia. Pensata per le coppie di oggi e nata e progettata all’interno dell’iniziativa nazionale Amori 4.0.
Un evento adatto a coppie che… si stanno cercando.
PROGRAMMA:
h. 10.00 – 12.30 Sessione di Movimento Evolutivo Dinamico (MED®) che usa il movimento e il contatto per una visione relazionale dell’essere umano nelle sue matrici sociali di definizione dell’identità individuale e collettiva. Condotto dalla Dott.ssa Tatiana Sicouri, psicologa psicoterapeuta e psicodrammatista.
h. 12.30 – 14.00 Pausa pranzo
h. 14.00 – 16.00 Gioco di ruolo immaginativo ed espressivo, volto alla conoscenza del partner, ma, soprattutto, della percezione reciproca all’interno della coppia, condotto dalla Dott.ssa Simona Adelaide Martini e dalla Dott.ssa Barbara Donadoni, psicologhe psicoterapeute specializzate in Psicoterapia con Procedura Immaginativa
h. 16.00 – 16.30 coffee break in loco
h. 16.30 – 18.30 Sessione di Sociodramma nel gioco del proprio ruolo nell’era dell’amore 4.0, condotto dalla Dott.ssa Annalisa Corbo, psicologa psicoterapeuta e psicodrammatista
h. 18.30 – 19.00 Debriefing e saluti
COSTI:
€ 160 a coppia per la giornata intera
€ 70 a coppia solo per la mattina
€ 120 a coppia solo per il pomeriggio
PER ISCRIVERSI MANDARE UNA MAIL A: tatianasicouri@gmail.com
amore 4.0
Eventi

LoVE LiVE amori ai tempi delle nuove tecnologie

Inserite nel progetto nazionale Amori 4.0, le dirette Facebook con il Dr Ivan Ferrero e la Dr.ssa Elena Grimaldo puntano a informare e a coinvolgere le persone attraverso la modalità della live.
Proprio per questo LoVE LiVE tratterà il tema dell’amore ai tempi delle nuove tecnologie, dell’identità digitale e delle coppie tra desiderio e quotidianità.
Le date delle dirette fb: lunedì 26/02, 05/03 e 12/03 dalle 21-21.30 dalla pagina Elena Grimaldo Relazioni Uniche e dalla pagina Psicologia digitale e delle nuove tecnologie Ivan Ferrero.
Eventi

Io, te e lo schermo: quando per amarci scegliamo internet

Quanto è difficile trovare l’amore nella “realtà”? È davvero così facile intraprendere una relazione tramite una chat? Quanto mostriamo realmente di noi in una relazione che nasce e/o si perpetua su una chat?

In una società che richiede di essere sempre più veloci ed efficienti, l’ausilio di internet rischia di soppiantare le relazioni faccia a faccia ed il contatto umano ne risente.

Ecco che sempre più persone in difficoltà nel conoscere e farsi conoscere dal vivo, cercano un’opportunità di incontro con l’altro, tramite lo schermo di una chat di messaggistica istantanea (whatsapp, tinder, badoo, telegram, etc.)

Le ripercussioni possono essere diverse.

Tra le tante, lo schermo distorce la realtà dell’incontro tra due persone, tanto che un individuo può cominciare a pensare che avere una relazione virtuale significhi avere una relazione reale.

L’incontro presentato dalla dott.ssa Tiziana Montalbano, psicologa e dalla dott.ssa Chiara Miretti, psicologa e psicoterapeuta, si propone di spiegare e approfondire queste nuove forme di relazioni affettive, cause e conseguenze.

La partecipazione all’evento prevede una quota di 20 euro.

16 marzo 19:00-20,30 c/o Spazio bianco via S. Alguissola 50, Milano (M1 – Bande Nere)

Per ulteriori informazioni e iscrizioni:

chiara.miretti@hotmail.it

tiziana.montalbano@hotmail.it

Eventi

Quando l’amore… è una trappola

Riflessioni sulla dipendenza affettiva al femminile

Con l’avvicinarsi della festa della Donna, una proposta per riflettere, approfondire e anche sfatare le credenze e le convinzioni sul legame d’amore come sofferenza. In un clima d’accoglienza e ascolto, faremo chiarezza sulla relazione vissuta come una trappola che c’impedisce di essere pienamente libere d’amare.

Il 7 Marzo 2018 dalle 20.30 alle 22.30 presso Acqua Bianca, Viale Lazio, 24 Milano ci sarà una serata di presentazione e discussione.

Relatrici:

Dott.ssa Francesca Pantò psicologa, counselor e danzaterapeuta

Dott.ssa Michela Zancaner psicologa e psicoterapeuta

Contributo per la serata: 10 euro

Prenotazione obbligatoria entro il 28 febbraio 2018

scrivendo a francpanto@gmail.com o a michela.zancaner@virgilio.it

Eventi

Pane, amore e fantasia

“Sono fritto!” “Sono cotta!” “Sono alla frutta” “ Perché non mi mangia?” “ Ti mangerei di baci” “E’ buono come il pane”

Nel linguaggio comune si usano spesso metafore di tipo alimentare, ovvero si utilizzano espressioni prese dal mondo della cucina e degli alimenti per parlare di stati emotivi, relazioni, fatti che succedono nella vita.

Mangiare significa soddisfare un bisogno primario, ma non solo. Il cibo, l’alimentazione, l’appetito e la sua mancanza sono sempre correlati alle emozioni. Il rapporto di ogni persona con l’alimentazione è il risultato di numerosi fattori individuali, genetici, sociali, culturali e familiari. Il cibo è sempre legato al rapporto con gli altri: è il mezzo attraverso cui passano l’amore, la cura, la paura, il rifiuto, il ricatto. L’alimentazione è collegata alle norme sociali, culturali e familiari. Preparare al proprio figlio la merenda preferita, cucinare un pasto prelibato al proprio marito o alla propria moglie, rifiutarsi di sedersi a tavola con tutti, arrivare sempre in ritardo alla tavola della famiglia: le scelte alimentari ci segnalano tante cose della relazione della persona con se stessa e con i propri familiari.

In questo incontro cercheremo di parlare insieme di quello che succede a tavola in famiglia, provando a capire cosa comunicano certi comportamenti, quali sono i segnali di una condivisione positiva e arricchente e quali sono i segnali di cui bisogna preoccuparsi: rifiuto, ricatto, inappetenza, nausea, fobie e così via

Quando? Sabato 24 febbraio 2018 Ore 10

Quanto? Ingresso libero e gratuito

Dove? Presso Studio nutrizionale e di psicoterapia Via Toscana 10, Civitanova Marche (Mc)

Dott.ssa Giselle Ferretti psicologa psicoterapeuta

Dott.ssa Stefania Di Carlo biologa nutrizionista….

Dato che i posti sono limitati, la prenotazione obbligatoria a giselle.ferretti@libero.it

Storie

Colomba Porzi Antonietti

Ero nata vicino Foligno, in Umbria, all’epoca faceva ancora parte dello Stato Pontificio e quando arrivai a Roma per stare accanto a mio marito prigioniero a Castel S. Angelo, mi innamorai dell’idea di un’Italia unita, uno stato in cui i capi venivano eletti da tutti i cittadini, non solo dai ricchi, uno stato in cui non ci fosse più la pena di morte e la religione fosse una libera scelta.

All’inizio sembrò aprirsi il cielo sopra di noi, Pio IX concedette la Costituzione ma poi presto fu abrogata… molto presto… troppo pericoloso per chi manovrava il potere, lasciare autonomia al popolo.

In quei cinque lunghissimi mesi dell’assedio francese, eravamo italiani e stranieri, uomini, donne, gente del popolo e persone istruite, arrivarono giovani da altre regioni e paesi stranieri come la giornalista Margaret Fuller, Enrichetta di Lorenzo, la compagna di Carlo Pisacane e poi la marchesa Giulia Paolucci, padre Gavazzi, Anna Grassetti Zanardi e la principessa Cristina di Belgioioso.

Cercavamo di curare come meglio potevamo i tanti feriti, ospedali messi su alla meglio e poi c’era pure Anita e fu lei a fare il mio nome al Generale Garibaldi, che emozione quando mi strinse la mano e mi ringraziò!

Mi sentivo così grande con addosso la vecchia divisa di mio marito quando era ancora ufficiale del Papa.

Era giugno e i cannoneggiamenti dei francesi durarono ventisette  ininterminabili giorni! Avevano già occupato Villa Corsini e Villa Pamphili ed erano di fronte a Porta S. Pancrazio, non ce la facevamo più ma non ci siamo arresi, abbiamo continuato a combattere fino alla fine, tutti insieme e siamo morti tutti insieme quel terribile 13 Giugno 1849, Masina, Dandolo, Daverio, Manara, Mameli, lassù a Porta S. Pancrazio dove se restate in silenzio potete ancora sentire le nostre voci, gli spari, le urla…

Ero giovane, tanto giovane e avevo ancora tanta voglia di vivere, di amare, di avere un figlio, di godermi le serate di luna piena sul lungotevere o per Via Giulia con Luigi, quando in primavera il ponentino ti sfiora i capelli.

C’eravamo sposati di nascosto all’una di notte del 13 Dicembre di due anni prima, tanto freddo e tanta gioia in quella chiesetta fuori Foligno.

La sua famiglia non voleva, io ero figlia di un fornaio, lui un conte!

Io me lo sentivo che me ne sarei andata via presto e una sera glielo dissi: “Sai Gigi, dicono che due persone che si amano tanto non possono vivere insieme a lungo, uno dei due deve morire e quella sarò io... “

Stavo passando delle sacche a Gigi per riparare una breccia quando arrivò una palla di cannone e mi colpì al fianco.

Sono morta fra le sue braccia, per amore e per la libertà!

Sulla mia bara a Campo de’ Fiori, qualcuno pose delle rose bianche e una sciarpa tricolore. E‘ stato l’ultimo vestito che ho indossato.

Meno male che almeno Gigi è riuscito a scappare, l’avrebbero fucilato come disertore e io me ne sono potuta andare via in pace !

Note storiche tratte dal diario di Luigi Porzi

Monologo tratto dallo spettacolo teatrale “L’Unità Femminile d’Italia“ di Donatella Nicolosi