Eventi

Attente al lupo

In un periodo storico connotato da ripetuti episodi di violenza, stalking, femminicidio, il workshop si propone di promuovere un cambiamento di mentalità e di atteggiamento.

Smantellare un’immagine della donna come stereotipata, passiva, inerme di fronte a possibili manipolazioni o aggressioni, saper riconoscere segnali di relazioni disfunzionali già in giovane età e scoprire quali possano essere gli strumenti per prenderne le distanze; allenarsi nella comunicazione assertiva; conoscere norme basilari operative di sicurezza personale a partire dall’analisi della situazione ambientale e dalla difesa del proprio spazio intimo tramite postura e voce. Per far sì che questi concetti vengano interiorizzati, il corpus del progetto verterà sullo sperimentare fisicamente i concetti proposti, attraverso semplici esercizi fisici (adatti a chiunque), simulazioni, giochi su attenzione e reazione, proattività.

Le partecipanti impareranno ad integrare aspetti psicologici (individuazione di segnali di pericolo; meccanismi di invischiamento in relazioni disfunzionali) ad aspetti cognitivi e decisionali (reazioni efficaci in tempi brevi; analisi ambientale e situazionale, comunicazione assertiva ed efficace), ad aspetti prettamente legati all’interazione fisica (difesa della distanza personale e intima, azione, reazione e proazione).

Il workshop è rivolto a donne e ragazze dai 15 anni in su.

La versione teen*, appositamente tarata per l’età adolescenziale, è rivolta a ragazze dai 10 ai 14 anni accompagnate dalle loro mamme (zie o sorelle maggiorenni), che lavoreranno e giocheranno insieme a loro.

Relatori:

Silvia Spinelli: psicologa, psicoterapeuta, esperta in processi di sviluppo e formazione del carattere www.silviaspinelli.it ;

Bruno Garbi: formatore, direttore nazionale Operational Krav Maga Italia, esperto in ambito intelligence and security, www.okm-italia.com

DATE E LUOGHI DEI WORKSHOP: 

A Torino, sabato 03 marzo 2018

Presso la Sala Corsi del Centro Sportivo RUFFINI, Via San Paolo 160 Torino

Ore 9,30-13,30 ATTENTE AL LUPO

Ore 14,30-18,30 *ATTENTE AL LUPO TEEN

Costo: 20 euro adulti, 10 euro ragazze e bambine sotto i 15 anni

 

A Bra (CN) sabato 10 marzo 2018

presso il Centro Polifunzionale G. Arpino, Largo della Resistenza

Ore 9,30-13,30 ATTENTE AL LUPO

Ore 14,30-18,30 *ATTENTE AL LUPO TEEN

Costo: GRATUITO (patrocinato dal Comune)

 

Per info ed iscrizioni, o per ospitare Attente al Lupo nella tua città, palestra, associazione, contattare il 3470846003

 

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Eventi

L’importanza del vissuto corporeo nella relazione

Se imparassimo ad ascoltare il nostro corpo e i segnali che ci manda vivremmo relazioni più adatte a noi e impiegheremmo meno tempo ed energia in relazioni che non ci corrispondono. L’ascolto del corpo è molto represso nella nostra società che deve risolvere immediatamente ogni piccolo sintomo con una pillola o un rimedio. È raro sentir dire “mi prendo un pochino di tempo per ricevere ciò che il mio corpo mi sta segnalando” e non è neanche tanto facile farlo! In questo gruppo ci prendiamo il tempo per far esistere la nostra vita attraverso il corpo e tentare di riceverla potendo farle spazio e cominciando a dirsi “io sono anche questo” nel tentativo di appropriarsi di tutto ciò che si sente per vivere come sé anziché come l’idea di sé.

La proposta di Esplorazione corporeo-relazionale cerca di dare spazio alla vita di ciascuno. Non si propone a priori di definire o cambiare o risolvere piuttosto invita ciascuno a tentare di “riceversi”, ricevere la propria vita come si può, in una relazione a due o in un gruppo. E’ una ricerca che propone di fare spazio al proprio vissuto così com’è (sensazioni, emozioni, immagini, ricordi, memorie, intuizioni, silenzio …) attraverso il corpo, la creatività e la parola.

La ricerca propone di prendere o ricevere coscienza della propria presenza e di quella degli altri, nel concreto della nostra vita di relazione. Questa esperienza ci risveglia a nuovi punti di vista, a delle domande. Essa da spazio anche a ciò che ignoriamo di noi stessi, a ciò che non sentiamo, a ciò che non sopportiamo dentro di noi e dentro l’altro. Porta ad una certa trasformazione delle nostre vite. Una ricerca accurata delle proprie reazioni che ci permette di aumentare presenza e padronanza di sé nella vita di tutti i giorni, potendo così ridurre le reazioni automatiche che ci portano a dover gestire conseguenze a volte gravi e dolorose.

Questo gruppo offre le condizioni di esplorazione più vicine alla vita di tutti i giorni per ascoltare ciò che tenta di dire il nostro corpo in relazione. Un tempo di esplorazione corporea libera che si prolunga nell’incontro a due o a molti. Libertà di improvvisazione corporale, contatto a distanza o più vicino. L’incontro prosegue con le parole scambiate intorno al vissuto.

Incontro esperienziale su prenotazione (i posti sono limitati)

Lunedì 5 marzo ore 20,15 – 22,45

Per informazioni e prenotazioni: ph. 3494932670  www.marziazunarelli.it

Associazione Noi Donne Insieme – Via Decumana 52/a – Bologna

Maternite-(II)

Racconti

Selfie

Aspetta. Un’altra, fammi provare un’ultima volta.

Mh, no, che palle, non va.

Oggi non è giornata.

Sarà la luce, la odio questa luce, o il telefono, sì, devo cambiarlo di nuovo, non è possibile così ogni volta, diecimila prove prima di avere una foto decente.

Sì che poi ci sono i filtri. Con la posizione giusta e uno o due filtri anche le cosce sembrano toniche. Pure il culo in effetti, me lo ha detto pure Luca, ma io mica mi ricordavo di averla mandata anche a lui quella foto l’altra sera. Gliel’avrà mandata Giorgio, sicuro, o Gabriele. Sono loro che me le chiedono sempre, “Send nudes”, quasi sera per sera. Di solito gliele mando, quando non sono in giro, ne faccio molte, scelgo le migliori, metto i filtri giusti e premo invia a molti. Cioè, molti, quelli che me lo chiedono, per lo più, anche se a quel ragazzo carino del pub ogni tanto gliele mando pure se non me le ha chieste mai. So che in classe le commentano ma a me non importa. Non importa se poi se le passano, se ne parlano. Sono belle foto, poi spesso neanche sembro io. Cioè, sì, si capisce, ma sembro più bella, lo dicono tutti. Roberta mi critica ma sono certa che anche lei manderà le sue foto intime a qualcuno. Lo facciamo tutti ormai. Ma io, poi, mica le mando a tutti. Giorgio è popolare, anche Gabriele, se le chiedono a me vuol dire che per loro conto qualcosa, anche se poi lo so che mi vogliono scopare. Non che a me vada tanto eh, l’ho già fatto con alcuni ragazzi, sì, ma non provo quasi mai piacere, mi è piuttosto indifferente, boh, chissà se alle altre persone piace, o se la pensano tutti come me e fanno tutti una gran finta per far credere che il sesso sia bellissimo. Io non sento niente. Però a scuola, dopo quella sera mi guardavano tutti diversamente, col sorrisino. Lui lo avrà raccontato sicuro, ma avrà parlato bene per forza, perché tutti i ragazzi si avvicinavano, ammiccavano. Tranne Marco, lui mi ha guardata male, ma lui rosica, lo so. Lui non ha nessuna, nemmeno parla di sesso, secondo me è gay ma ancora non lo sa. Anche se non credo, forse è come me e semplicemente non gli piace, ma non finge il contrario. Ma lui è strano, non mi guarda mai in quel modo, non ammicca, non si zittisce se mi vede arrivare, e poi l’altro giorno, che ridere, mentre facevo ginnastica la spallina del reggiseno mi è scivolata giù dalla spalla e lui me l’ha rimessa a posto senza guardarci dentro. Che tenero! Che sfigato. Che poi, in fondo, mica mi dispiacerebbe uscire con lui, se solo avesse più like alle foto profilo.

di Jessica Buscemi

Storie

Colomba Porzi Antonietti

Ero nata vicino Foligno, in Umbria, all’epoca faceva ancora parte dello Stato Pontificio e quando arrivai a Roma per stare accanto a mio marito prigioniero a Castel S. Angelo, mi innamorai dell’idea di un’Italia unita, uno stato in cui i capi venivano eletti da tutti i cittadini, non solo dai ricchi, uno stato in cui non ci fosse più la pena di morte e la religione fosse una libera scelta.

All’inizio sembrò aprirsi il cielo sopra di noi, Pio IX concedette la Costituzione ma poi presto fu abrogata… molto presto… troppo pericoloso per chi manovrava il potere, lasciare autonomia al popolo.

In quei cinque lunghissimi mesi dell’assedio francese, eravamo italiani e stranieri, uomini, donne, gente del popolo e persone istruite, arrivarono giovani da altre regioni e paesi stranieri come la giornalista Margaret Fuller, Enrichetta di Lorenzo, la compagna di Carlo Pisacane e poi la marchesa Giulia Paolucci, padre Gavazzi, Anna Grassetti Zanardi e la principessa Cristina di Belgioioso.

Cercavamo di curare come meglio potevamo i tanti feriti, ospedali messi su alla meglio e poi c’era pure Anita e fu lei a fare il mio nome al Generale Garibaldi, che emozione quando mi strinse la mano e mi ringraziò!

Mi sentivo così grande con addosso la vecchia divisa di mio marito quando era ancora ufficiale del Papa.

Era giugno e i cannoneggiamenti dei francesi durarono ventisette  ininterminabili giorni! Avevano già occupato Villa Corsini e Villa Pamphili ed erano di fronte a Porta S. Pancrazio, non ce la facevamo più ma non ci siamo arresi, abbiamo continuato a combattere fino alla fine, tutti insieme e siamo morti tutti insieme quel terribile 13 Giugno 1849, Masina, Dandolo, Daverio, Manara, Mameli, lassù a Porta S. Pancrazio dove se restate in silenzio potete ancora sentire le nostre voci, gli spari, le urla…

Ero giovane, tanto giovane e avevo ancora tanta voglia di vivere, di amare, di avere un figlio, di godermi le serate di luna piena sul lungotevere o per Via Giulia con Luigi, quando in primavera il ponentino ti sfiora i capelli.

C’eravamo sposati di nascosto all’una di notte del 13 Dicembre di due anni prima, tanto freddo e tanta gioia in quella chiesetta fuori Foligno.

La sua famiglia non voleva, io ero figlia di un fornaio, lui un conte!

Io me lo sentivo che me ne sarei andata via presto e una sera glielo dissi: “Sai Gigi, dicono che due persone che si amano tanto non possono vivere insieme a lungo, uno dei due deve morire e quella sarò io... “

Stavo passando delle sacche a Gigi per riparare una breccia quando arrivò una palla di cannone e mi colpì al fianco.

Sono morta fra le sue braccia, per amore e per la libertà!

Sulla mia bara a Campo de’ Fiori, qualcuno pose delle rose bianche e una sciarpa tricolore. E‘ stato l’ultimo vestito che ho indossato.

Meno male che almeno Gigi è riuscito a scappare, l’avrebbero fucilato come disertore e io me ne sono potuta andare via in pace !

Note storiche tratte dal diario di Luigi Porzi

Monologo tratto dallo spettacolo teatrale “L’Unità Femminile d’Italia“ di Donatella Nicolosi